Le reti a doghe non sono tutte uguali. Osserviamo gli standard minimi di qualità che dovrebbe avere la nostra nuova rete: ne va della nostra schiena.
In un mercato dominato da offerte, sconti e sottocosto è sempre più facile perdere di vista la qualità o darla per scontata. La prima domanda che ci poniamo è: quanto costa? Chi ci risponde, cerca di offrirci il prodotto economicamente più interessante senza perdersi in spiegazioni. In fondo gli avete già detto che a voi interessa solo il prezzo!
Le caratteristiche dell’articolo passano in secondo piano a vantaggio del costo. In questo perverso meccanismo anche il produttore cercherà di offrire un prodotto sempre più economico, più povero, per accontentare la sua clientela. Se invece siente interessati a comprendere prima le differenze, potrete valutare meglio il rapporto costo/prodotto.
A cosa serve la rete a doghe?

Ora comprenderete che le doghe poste in prossimità dei piedi e della testa difficilmente collasseranno perchè non vengono particolarmente sollecitate. Cosa ben diversa da quelle dislocate nella zona lombare che avranno il compito di supportare la parte più voluminosa e pesante del nostro corpo. Immaginate ora come può comportarsi un materasso nuovo posto su una rete a doghe ormai compromessa, in cui le doghe lombari sono già piatte o peggio sono inarcate verso il basso.
Elementi strutturali di una rete a doghe
Ogni rete è composta da:
1) Struttura perimetrale in legno multistrato. Più è alta la sezione perimetrale, maggiore sarà la sua resistenza al carico. Un’altezza di 5-6 centimetri per 2,5-3 centimetri di spessore sono più che sufficienti per assicurare un buon sostegno. Tenete conto che normalmente le reti in legno matrimoniali hanno necessità di essere supportate anche centralmente con un quinto piede.
2) Numero delle doghe altezza e spessore. Tenete conto che le doghe devono sorreggervi, quindi attenzione alla sezione (spessore) delle singole doghe ed al loro numero. Esistono doghe con altezza 68mm realizzate in faggio o betulla e doghe da 38 mm normalmente supportate da ammortizzatori elastici. Più è larga è la doga maggiore dovrebbe essere il suo spessore, quindi attenzione: se acquistate una rete a doghe delle dimensioni 90 – 120cm. osservate bene la loro sezione! Nelle misure superiori a 120 cm. scegliete reti con doghe a doppia campata. Diversamente, con le doghe a campata unica rischiate di sentire/subire i movimenti del partner.
3) Inserti Anticigolio. Nelle reti più semplici, le doghe vengono inserite direttamente sui longoni che presentano delle fresature utilizzate per inserire le doghe. Anche in questo caso assicuratevi che ci siano degli inserti in struttura polimerica tra doga e telaio in modo da evitare fastidiose frizioni. Ciò consentirà alla doga di muoversi senza usurarsi per sfregamento e sopratutto di non avvertire spiacevoli cigoli.
4) Regolatori Lombari di Rigidità. Questi non dovrebbero mancare mai! Come vi ho detto in premessa le doghe dovranno supportare il nostro peso a lungo, peso che viene concentrato maggiormente nella zona lombare quindi il supporto elastico di queste doghe va rinforzato rispetto alle restanti. Se vogliamo assicurarci una certa durata, dobbiamo necessariamente cercare una rete con doppie doghe centrali e regolatori di rigidità.
5) Ammortizzatori. Le reti a doghe più sofisticate presentano dei supporti che fungono da ammortizzatori. Ce ne sono di diversi tipi e realizzati con materiali scadenti che tendono a cristalizzarsi sino a rompersi compromettendo in breve tempo la loro funzione ed ammortizzatori realizzati con polimeri elastici in grado di mantenere a lungo il comportamento elastico a beneficio della durata della rete stessa. 
6) Reti reclinabili. Alcune reti presentano un doppio telaio uno perimetrale esterno cui viene ancorato uno interno che consente la movimentazione del tratto dorsale e delle gambe. Sono reti molto comode che consentono di sollevare il busto per leggersi un libro, guardare la Tv o semplicemente contrastare il reflusso gastrico o favorire il deflusso del sangue per le gambe mantenendo una lieve pendenza. Oggi il mercato propone diverse soluzioni da quelle a movimentazione manuale a quelle elettriche. Quelle reclinabili che suddividono la rete in tre o cinque piani d’appoggio, quelle monomotore o a quattro motori solo per citare alcuni esempi.
7) Finiture. Anche l’occhio vuole la sua parte si potrebbe dire, ma attenzione! Non stiamo parlando di estetica, di una rete semplice. Toccate con mano le doghe, osservate se i bordi sono stati levigati, in caso contrario si levigheranno col tempo sulla superficie del nostro materasso …
Di seguito una carellata delle nostre reti a doghe motorizzate, reti a doghe reclinabili manuali, reti a doghe con piano rete fisso.






